Escape Room Pandemia: 4 chiacchiere con FugaceMente Monza

“Escape room pandemia” sono due parole che si sono sentite spesso associare in questo ultimo periodo. Qualcuno le avrà usate per cercare una particolare escape room, mentre noi oggi vogliamo riportarvi la testimonianza di Paolo, uno dei titolari di FugaceMente Monza. Lo abbiamo intervistato settimana scorsa per valutare l’impatto che il coronavirus ha avuto sulla sua attività e proprio per capirne di più di “escape room Pandemia”.

Con Paolo abbiamo parlato anche di possibili soluzioni nel mondo digitale e non solo, di progetti futuri e buoni propositi, con un augurio per tutto il mondo del lavoro.

Ecco qui sotto riportata l’intervista a riguardo di “Escape room Pandemia”:

escape room pandemiaIn seguito alle misure adottate a marzo, con la chiusura di tutte le attività, eccetto quelle di prima necessità, come hai vissuto quei mesi in prima persona e come titolare di un escape room ?

Io, come gli altri due soci, fortunatamente ho un lavoro primario in un’azienda.

Per quanto riguarda l’escape room, siamo in affitto in entrambe le sedi ed i proprietari per fortuna hanno capito la mostra situazione venendoci incontro con agevolazioni. Quindi, nonostante la chiusura non abbiamo subito un grave danno. I ragazzi che lavorano con noi – una dozzina- sono a contratto a chiamata, mentre le due responsabili hanno un contratto a tempo indeterminato e di conseguenza hanno potuto avere la cassa integrazione; quindi anche loro non hanno subito danni.

escape room pandemiaQuindi la chiusura non ha influito drasticamente sulla vostra attività ?

La prima no, adesso vedremo come questa seconda chiusura impostaci dal Governo porterà con sé una volta che potremo riaprire ai nostri clienti.

Durante il lockdown avete deciso di esplorare altre strade ?

Noi siamo sempre alla ricerca di innovazioni e non vogliamo fermarci solo alla sede fisica. Adesso il tempo non ce lo permette, ma se fossimo stati in primavera avremmo potuto pensare ad una variante di escape room all’aria aperta si sarebbe potuto pensare a un qualcosa all’aperto. Un esempio che mi viene in mente è che trovandoci vicino al parco di Monza, avremmo potuto realizzare un itinerario all’interno del parco. Si sarebbe potuto partire con lo zaino sulle spalle da una sede per arrivare grazie ad indizi fino alla nostra seconda sede. Ovviamente tutto questo senza limiti di tempo ma per far stare insieme famiglie ed amici dopo questo difficile momento.

Durante il lockdown però è poi subentrata un’altra possibilità offerta dal progetto di eScape Digitale.

escape room pandemiaAvete riaperto una volta terminato il lockdown?  Se sì, come avete agito, nel rispetto delle normative norme?

Appena si è potuto abbiamo deciso di aprire, non tanto per guadagnare perchè parliamoci chiaro non è che l’escape ti da grossi profitti e quelli che guadagni li rinvesti per rinnovare la stanza, ma per permettere soprattutto ai nostri ragazzi di lavorare. Inoltre, riaprendo abbiamo pensato di dare una possibilità a tutte le persone che in questi mesi sono state rinchiuse in casa di svagarsi e respirare un’aria di normalità.

Il tutto ovviamente seguendo i protocolli dei vari dpcm, quindi sanificando ogni volta le stanze. Abbiamo inoltre acquistato un attrezzo che ci permette di sanificare tutto in 5 minuti, più il tempo di arieggiare (prima lo si faceva con lo spruzzino perdendo all’incirca mezz’ora a stanza). Abbiamo anche diminuito le sessioni per non fare incontrare i clienti, siamo partiti con  4 partecipanti alla volta, poi ad agosto/settembre siamo arrivati a far giocare anche 6 persone, il tutto con le ben conosciute modulistiche dell’autocertificazione personale.

Abbiamo avuto un 60/70% di affluenza rispetto ai livelli pre-covid, cosa che invece non si è vista per l’escape di Milano che erano quasi sempre a zero. Insomma, ci consideravamo un’isola felice.

 

Quindi durante la riapertura non c’è stato quel calo che ci si poteva aspettare?

Assolutamente no. Eravamo talmente soddisfatti che ci siamo detti: “se andiamo così torniamo in fretta al 100%”

escape room pandemiaTuttavia immagino che con il nuovo dpcm abbiate dovuto chiudere di nuovo tutto?

Sì, siamo riusciti ad andare avanti un paio di settimane perché non si sapeva ancora bene se avessimo dovuto chiudere: la nostra categoria è strana, non rientra nè in “cinema/teatro”né in “sale scommesse”. Noi comunque chiediamo sempre al Comune. Così ora siamo chiusi.

 

E visto che siete chiusi come state agendo, sia per la chiusura che per una possibile riapertura? Avete già in mente qualcosa?

Sicuramente riapriremo utilizzando gli accorgimenti della prima riapertura. Abbiamo visto che hanno funzionato, la gente si è fidata. In questo momento ci stiamo dedicando alla sistemazione delle stanze; visto che durante l’anno abbiamo pochi momenti per fare un checkup completo, di conseguenza questo è il momento! Abbiamo rivisto i giochi e li abbiamo sistemati e migliorati. Inoltre, E stiamo portando avanti la collaborazione con il progetto di eScape Digitale.

 

Vista la collaborazione con questo progetto, cosa ne pensi della realizzazione di stanze online, di progetti di escape digitali? Sono viste come concorrenza sleale o alleato?

Secondo me il fatto di venire a giocare fisicamente non ha prezzo, la gente che ama le escape continuerà a fare le stanze fisiche. Tuttavia, per chi ha difficoltà fisiche o altro, l’escape digitale va a sostituire abbastanza bene quella fisica. Non le vedo come dei concorrenti, ma come alleati perché possono darci una mano. escape room pandemia

 

Dunque, oltre che un valido sostituto sono anche un alleato? Secondo te, si può realizzare qualcosa che sia a cavallo tra le due?

Secondo me sì anche perché poi, nel caso di eScape Digitale, stanno passando alla realtà aumentata che dà la possibilità di avere molte più stanze in una sola sede (e molti più temi). Tutto il pacchetto può solo aiutare, non vedo conflitti.

 

Di eScape Digitale, cosa ne pensi? 

Ho giocato a un loro caso con i miei master, è stata complicato però abbiamo passato una bella serata, ci siamo divertiti!

 

Per concludere, un augurio che vuoi fare a te e tutti coloro che gestiscono escape room e attività ricreative per il 2021?

So cosa vuol dire non lavorare quindi auguro a tutti almeno la possibilità di fare una vita dignitosa, anche perché chi ha un’attività ha anche una famiglia alle spalle. Quindi, l’augurio è tornare sicuramente a lavorare. Noi in primis, non dico al 100% ma magari anche solo ai livelli di questa estate, soprattutto per far lavorare i nostri ragazzi.

Da questa intervista si evince come l’escape room pandemia abbia influito sulla vita personale e lavorativa di molti titolari, fortunatamente non ci si lascia mai andare e si cerca di rinventarsi.