Giochi escape: investigatore o profiler?

Cosa c’entra la premessa che stiamo per fare con i giochi escape? Poi lo scoprirete.

Dove tutto ha inizio

C’è il ragazzino che inizia la scuola e, dopo una prima occhiata ai suoi compagni, ha già capito che quello con lo zaino rosso è egocentrico, ma simpatico; quella con gli occhiali azzurri è carina, ma non fa per lui; con il tipo magro che ha la felpa del Milan non andrà mai d’accordo. Ma c’è anche la ragazzina che, dopo uno sguardo fugace scambiato con il nuovo compagno di banco, in meno di un’ora ne ha già rintracciato indirizzo, squadra di calcio e nome da nubile della prozia.

Giochi escape: qual è il tuo sguardo?

Cosa c’entra allora questa premessa con i giochi escape? La risposta è molto semplice: in ciascuno di noi si cela almeno una delle due identità citate.

Il profiler

Il primo, il profiler, è colui che riesce a vedere il mistero che si cela dietro la persona, che scruta i meandri più profondi dell’essere umano. Ma, soprattutto, è anche in grado di fare il procedimento inverso! Se, stando nell’esempio, al ragazzino di prima dicessimo di aver incontrato una persona in cui abbiamo visto determinati comportamenti, egli saprebbe immediatamente fornirci una descrizione dettagliata del suo modo di vestire, di relazionarsi agli altri e delle sue abitudini.

L’investigatore

Polizia

L’investigatore, invece, è colui che segue piste ben precise e fondate, che sa raccogliere

informazioni anche dove sembrerebbero non essercene. La ragazzina citata in precedenza, ad esempio, avrà mobilitato le amiche, gli ex alunni e gli insegnanti. Si sarà data da fare sui social, cercando tra tutti coloro che hanno taggato la scuola. Avrà spulciato innumerevoli profili e bacheche fino al raggiungimento del suo obiettivo.

Giochi escape: come e con chi affrontarli?

Ebbene, affinchè i giochi escape – o escape games, perchè oggi bisogna dire tutto in inglese – diventino accessibili anche a voi, è necessario che vi specializziate in almeno una delle discipline di cui abbiamo parlato. A seconda dei casi in cui vi cimenterete, infatti, potreste trovarvi a dover spendere le une, piuttosto che le altre competenze. Ci saranno missioni che richiederanno maggiori doti investigative; altre, per essere risolte, avranno bisogno di più capacità analitiche nel comprendere la psiche umana.

Non c’è una componente più importante dell’altra. Ecco perchè, una buona soluzione – se non volete far sì che la vostra testa esploda per il troppo ragionamento – potrebbe essere affrontare i vostri giochi escape in squadra. In questo modo potrete combinare abilità, capacità e inclinazioni differenti per creare il team perfetto, in grado di vincere qualsiasi sfida vi venga proposta. Solitamente la conoscenza reciproca aiuta, quindi potrebbe essere una buona idea quella di affrontare differenti avventure con lo stesso team. E’ altrettanto vero che sperimentando nuove alchimie potreste scoprire sinergie nuove ed esplosive.

Prima regola: divertirsi!

Divertito

In apertura del nostro articolo abbiamo portato come esempio di investigatore e profiler due bambini. E non è un caso. Non l’abbiamo fatto perchè siano i più puri – i bambini? ma quando mai… – o i più furbi. Stiamo parlando di giochi escape che, come tali, vanno affrontati.

Chi meglio di un bambino può insegnarci lo spirito con cui si gioca? Il ragazzino “profiler”, dopo la sua attentissima analisi, sarà il primo a cambiare il suo giudizio sul compagno con la felpa del Milan perchè questi l’avrà invitato al suo compleanno (per fortuna!). E la nostra giovane investigatrice, che ha messo il cuore nel suo lavoro di ricerca, abbandonerà tutti i suoi propositi il giorno seguente.

E’ proprio di questo che stiamo parlando: giochi escape, ma pur sempre giochi, che come tali vanno vissuti. Richiedono impegno e passione, invitano a mettere in campo tutte le proprie forze, ma restano giochi. Per questo il loro primo obiettivo è far divertire.

E voi avete voglia di divertirvi? Se sì, cliccate qui!