Escape room Houdini: l’illusione e la fuga

Escape room – Houdini. Come si collegano questi due mondi?
La risposta è piuttosto facile.

Se diciamo “escapologia” non può che venirci un nome in mente: Harry Houdini. E poiché il mondo dei giochi di fuga dalle stanze si basa proprio sull’arte del saper scappare, allora è doveroso un tributo al più grande escapologo della storia.

Se siete curiosi di immergervi nel magico mondo del più grande illusionista che l’uomo abbia conosciuto, continuate a leggere questo articolo: parleremo dei suoi numeri più famosi e, alla fine, vi parleremo anche delle nostre escape digitali.

Non sapete cosa è un’escape digitale? Allora dovete dare un’occhiata a questo articolo, dove vi spieghiamo cosa sono!

Adesso torniamo a noi.

Escape Room Houdini: chi è la persona dietro l’illusione?

Escape room HoudiniNato col nome di Erik Weisz, di origini ungheresi, ma trapiantato negli Stati Uniti, Houdini inizia la sua carriera come illusionista e prestigiatore con le carte a soli 17 anni, ma è con i primi numeri di escapologia che diventa davvero famoso. I suoi numeri in cui riesce a liberarsi da manette e catene incantano il pubblico di tutti gli Stati Uniti, durante un tour che compie nel primo ventennio del ‘900.

Da sempre contro chi asseriva di avere doti sovrannaturali, Houdini inizia una vera e propria battaglia per smascherare tutti coloro che si proclamavano medium e truffavano le persone. La sua arte era puro e semplice illusionismo, non ha mai cercato di convincere nessuno del suo pubblico che possedesse poteri paranormali e questo ha contribuito a renderlo la leggenda che è.

Houdini non era un mago, ma un uomo che studiava per anni i suoi numeri e si impegnava per superare ogni volta i suoi stessi limiti.

Ma vediamo quali sono i suoi numeri più famosi.

1. Bidone dell’acquaharry houdini performs the great milk can escape small

In questo numero, Houdini veniva immerso in un bidone di ferro alto poco più di un metro, con le mani ammanettate e il collo fissato con un collare al tappo del bidone. Il barile era inoltre chiuso da sei lucchetti. Davanti al bidone veniva messo un paravento e un armadietto e, dopo tre minuti, l’illusionista sbucava proprio da quell’armadietto.

2. Cassa della tortura cinese

Questo è il numero che lo ha consacrato a mostro sacro dell’escapologia.  L’esibizione della cassa della tortura cinese fu eseguita per la prima volta da Houdini mentre si trovava a Londra durante una tourèe europea. Houdini entrava in scena con una cassa verticale di mogano, ma nella parte anteriore presentava una lastra di vetro che faceva vedere l’interno pieno di acqua e che poteva essere infranta in caso di difficoltà.

L’escapologo veniva calato a testa in giù, con le gambe immobilizzate in un ceppo di legno che andava a sigillare la cassa. Veniva poi sistemato il paravento e due assistenti ai lati della cassa erano pronti con le asce a rompere il vetro, in caso di malore, ma dopo poco più di due minuti, Houdini sbucava davanti ad un pubblico preoccupatissimo con la cassa ancora sigillata alle sue spalle.

3. Catene, lucchetti e camice di forza

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Questi sono gli elementi base dell’escapologia, certo, ma Houdini rende questi numeri qualcosa di strabiliate. Nei libri che ha pubblicato ha svelato come riusciva a liberarsi dalle catene o dalle manette: spesso usava lacci di scarpe, o bastoncini che nascondeva; alcuni di questi marchingegni si aprivano applicando la giusta pressione nel punto giusto ; ma la cosa più sorprendente era la sua capacità di disarticolare le spalle per potersi liberare.

L’eredità di Houdini è leggenda oramai, il suo illusionismo continua ad ammaliare e affascinare. Ecco perché non mancano, nell’universo dei giochi di fuga dalle stanze, temi che riprendono la sua arte; l’escapologia.

In Italia al momento esiste una sola escape room dedicata all’escapologo: Lo studio di Harry Houdini, che si trova a Roma. Questa escape room Houdini  è ambientata nello studio del noto illusionista, all’interno del quale vi è celato un documento importantissimo, un testamento che è stato nascosto da Arthur Conan Doyle, amico di Houdini, e contenente il nome dell’erede dell’escapologo. Lo scopo quindi è quello di trovare il testamento.

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