Escape game e realtà. Dove si pone il confine?

E’ il vostro anniversario e tu pregusti già una cenetta romantica, a lume di candela, nel ristorante più prestigioso della città. E’ mercoledì sera, quindi non ci sarà affollamento e l’atmosfera si preannuncia essere perfetta. Anche il tuo partner ha bene in mente tutto questo, e non gli dispiacerebbe, ma si trova davanti ad un problema molto serio: la Champions League. Per lui comincia un vero e proprio escape game.

Candela

Da una parte, sa perfettamente di non poter esprimere a parole questo suo tormento interiore; dall’altra, il suo orgoglio gli impedisce di rinunciare a quella che è stata, da sempre, la sua più grande passione.

Il tuo partner si trova dunque a dover elaborare un vero e proprio piano, o progetto, per tentare di fuggire da questa situazione estremamente scomoda, salvando però capra e cavoli.

Esattamente come in un escape game.

In questo caso il giocatore, proprio come il tuo partner, dovrà pianificare una strategia ben strutturata per tentare di portare a termine la missione che gli viene affidata. Il tutto nel modo più rapido ed indolore possibile…

Quando si parla di escape room, investigazioni o cene con delitto, non si fa quindi riferimento a semplici giochi basati su indovinelli da risolvere e codici da indovinare. Un escape game è profondamente legato alla realtà: per essere ben giocato chiede attenzione, cura dei dettagli, capacità di analisi, creatività…

ChefIl tuo partner, se deve convincerti a non uscire la sera del vostro anniversario, non si limiterà a dirti: “Stiamo a casa”. Piuttosto inizierà con il prendere informazioni sulle previsioni meteo, da usare, eventualmente come spauracchio. Successivamente potrebbe cercare con molta attenzione le recensioni negative di quel ristorante su TripAdvisor, in modo da poterlo sconsigliare a ragion veduta. Poi si darà da fare per trovare semplici, ma deliziose, ricette da proporti in alternativa, offrendosi di regalarti una serata tranquilla a casa. Infine elencherà tutti i rischi che si corrono quando si esce di casa la sera, prendendo la macchina, recandosi qualche chilometro fuori città, per metterti in guardia da ciò che potrebbe accadere. E certamente concluderà dicendo: “Non farmi passare per quello che non vuole uscire a cena, o che non ci tiene. Lo dico per te, per noi”.

Capisci? Lui, di fatto, gioca sotto copertura. Non si espone mai troppo, non si sbilancia mai in modo eccessivo né in una direzione, né nell’altra.

Allo stesso modo un buon giocatore di escape game sa prendere informazioni da varie fonti, sa verificarne l’attendibilità e utilizzarle per i propri scopi. Non è mai tranchant, non esclude nulla a priori, sebbene la direzione che cerca di dare alla propria strategia di gioco sia ben precisa. E’ capace di muoversi sottotraccia, di cogliere dettagli anche in situazione apparentemente inutili. Soprattutto, come il tuo partner, cerca di uscirne pulito e con le chiavi del suo successo in tasca, così da potersi far bello agli occhi degli altri.

Bisogna dire che il fallimento è dietro l’angolo, che la copertura potrebbe saltare; non si dica, però, che non ci ha nemmeno provato.

Se hai un partner – o anche se non ce l’hai, ma così ti porti avanti -, quindi, non puoi lasciarti sfuggire questa possibilità: prova eScape Digitale.Strategia

Entrerai nel suo mondo, riuscirai a comprendere le strategie che tenterà di utilizzare con te e saprai disinnescarle al meglio.

Se invece il partner sei tu, cogli la grande occasione: prova a cimentarti nella nostra missione, affina le tue tecniche in vista di un loro possibile utilizzo futuro. Ma soprattutto, se sei il partner, fai leggere questo articolo alla tua dolce metà e dille: “Simpatico, ma io non farei mai una cosa del genere”.

Inizieresti così, nel modo migliore, la tua attività sotto copertura.

Perchè in fondo, lo sappiamo bene: il confine tra escape game e realtà è davvero molto sottile.