Coop escape game: collaborare per vincere

Coop escape game. Così viene definito un gioco investigativo in cui la collaborazione è decisiva per la vittoria. Come quando, a scuola, durante una verifica, si chiedeva l’aiuto di tutti, compagni e non, pur di riuscire a prendere un bel voto. Ecco, non stiamo parlando esattamente della stessa cosa. Ma non è nemmeno troppo diversa…

coop escape game

Prepararsi ad affrontare un escape game non è un banalità: è necessario avere spirito di iniziativa e, soprattutto, molta pazienza e minuziosità. Per questo motivo provare a condividere l’esperienza con altri giocatori potrebbe essere molto utile.

Un problema comune

Proprio come in una verifica a scuola, anche nei coop escape game, come i nostri, ad esempio, si parte tutti dallo stesso punto: un problema insormontabile da risolvere, un’indagine da portare avanti, un caso da chiudere. Ed è proprio il fatto di trovarsi “tutti sulla stessa barca” a dare il via alle danze. Quando ci si approccia ad un caso, è bene ricordarlo, nessuno parte avvantaggiato. Certo, ci sarà chi ha più esperienza, chi una naturale propensione, chi sarà più attento a cogliere i dettagli… Per tutti, però, si comincia da zero: da qui si comincia a costruire.

Coop escape game: impostare il lavoro

Un primo passo per approcciarsi in modo utile al caso potrebbe essere quello di individuare le skill che ciascuno può mettere a disposizione del gruppo: capacità di analisi, spirito critico, doti organizzative, intuizione…

Skills

Tutte queste doti dei signoli giocatori, poi, vanno condivise e sfruttate nel migliore dei modi. Esattamente come a scuola, quando al genio della matematica si chiedeva aiuto per risolvere gli integrali e al secchione in greco si domandava qualche suggerimento per affrontare dignitosamente la versione di Tucidide.

Chiaramente sarà fondamentale organizzarsi, suddivendo i compiti tra i vari membri del gruppo, senza dimenticare l’importanza di avere qualcuno che abbia sempre il quadro completo della situazione. Quando questo sfugge, infatti, le cose iniziano a mettersi male per davvero.

Gestione dei progressi

Un lavoro di squadra porta, generalmente, a progressi più rapidi rispetto a quelli prodotti da un singolo individuo. Tuttavia è sempre molto concreto il rischio di disperdere le energie del gruppo lungo sentieri che non conducono ad alcuna soluzione, o peggio, seguendo tracce che potrebbero depistare. Comprendere in che direzione si sta procedendo e, di conseguenza, aggiustare il tiro, sarà quindi fondamentale. Questo comporta ovviamente la necessità di adattarsi, da parte di tutti i membri della squadra, alle esigenze che l’indagine porta con sè. La versatilità e l’adattabilità, dunque, si rivelano essere due componenti fondamentali per affrontare con successo un coop escape game.

Senza un leader non si vince

Bussola

E’ il momento di introdurre la figura fondamentale di ogni gioco cooperativo che si rispetti: il leader.

Come a scuola c’era chi distribuiva ad ogni studente i compiti da svolgere per arrivare al successo – quello che risolveva gli esercizi, il compagno che distraeva la prof, la ragazza che faceva girare i bigliettini, e così via -, in ogni squadra investigativa è necessario che ci sia un leader capace di guidare il proprio team nella giusta direzione. Non si parla di un despota che determini in modo autoritario la gestione del caso, ma di una figura autorevole in grado di tirare le fila, aggiustare il tiro e sintetizzare in modo chiaro le informazioni che, di volta in volta, vengono raccolte.

Il vero valore della cooperazione

Collaborare, ormai è chiaro, può portare ad ottimi risultati. Tuttavia, la condivisione di un’esperienza – qualsiasi essa sia – non porta con sè solo la garanzia di successo. Il più grande valore che essa veicola è principalmente di tipo aggregativo. Affrontare un coop escape game spinge a confrontarsi, ad affidarsi e, più di ogni altra cosa, a divertirsi insieme ad amici, familiari o colleghi. Partecipare ad una missione formando un team aiuta a crecsere, a sviluppare le proprie capacità relazionali, a conoscersi meglio.

Più che la meta, dunque, ad avere significato è il percorso che si percorre, insieme, per raggiungerla. Come quando, a scuola, si affrontava un compito in classe: nessuno ricorda il voto che ha preso, ma le peripezie affrontate con i compagni per tentare di “completare la missione”.